Escursioni

descrizione itinerario
Martedì 17 Aprile 2007 - Via Ferrata Gerardo Sega (M. Baldo)
Continuiamo con la conoscenza delle ferrate vicine a casa, oggi andiamo ad Avio per salire sulla ferrata Gerardo Sega. Le notizie che abbiamo sono discordanti, qualcuno la definisce facile, altri difficile, altri ancora sentiero attrezzato. Oggi la proviamo e così avremo il nostro giudizio.
Dal parcheggio lungo la strada che da Avio conduce nella Valle dei Molini si sale per la mulattiera, sent. 652-685, attraverso il bosco e si raggiunge in circa un'ora il bivio per il sent. 685 che conduce alla ferrata.
In 5 min. di discesa si raggiunge la bellissima cascata Preafessa. È molto alta e sovrasta un bacino levigato molto suggestivo anche se come oggi c'è poca acqua. Il sentiero 685 prosegue per quasi un'altra ora, quasi sempre in mezzo al bosco con qualche saliscendi e poi sbuca improvvisamente a ridosso della strapiombante parete del monte di un caratteristico color giallo.
Indossiamo gli imbraghi con timore e rispetto, cercando di immaginare quello che può essere il percorso della ferrata. La parete incombe a precipizio proprio sopra di noi chiusa in alto da un enorme tetto.
La ferrata inizia in verticale sulla gialla parete e una scala permette di salire rapidamente, poi si piega a sinistra in orizzontale e poi di nuovo in verticale su per roccia franosa fino sotto lo strapiombo. Peccato non si riesca con la nostra macchina fotografica a dare in pieno la maestosità di questo luogo.
Una cengia aerea e obliqua permette di aggirare lo sperone a strapiombo, la si supera agevolmente e dopo un tratto verticale nel bosco e per roccette, la ferrata si riaffaccia nuovamente sullo strapiombo . Il sentiero segue ora una nuova enorme fessura che taglia in due la parete esattamente sotto l'enorme tetto, dal basso era inimmaginabile un percorso così. Guardando indietro, questa lunga cengia senza cordini di sicurezza appare ancora più impressionante con le pareti sopra e sotto praticamente perpendicolari. Fotografo in basso una coppia che sta affrontando l'inizio della prima cengia orizzontale.
Si prosegue poi per bosco e a tratti in verticale fino a un terrazzo dove si trova il libro di via. Poi ancora roccette a tratti esposte e verticali, finchè si giunge alla fine della salita e sbuchiamo in un verde boschetto che da su una stradina. Siamo stanchi e non vediamo l'ora di sederci e riposare, la ferrata ci ha impegnati per quasi due ore.
Dopo il meritato riposo e lo spuntino proseguiamo per la chiesetta della Madonna della Neve per poi scendere seguendo il sentiero 652 che, prima su strada asfaltata e poi su sterrato, scende per la valle dei mulini e diventa mulattiera.
Questa parte di strada è una piacevole sorpresa, segue il torrente che con le sue acque ha levigato le rocce creando effetti suggestivi, per poi penetrare nel fitto bosco e arrivare vicino alla cascata Preafessa e all'incrocio che stamattina abbiamo preso per arrivare alla ferrata. Ancora tre quarti d'ora e arriviamo al parcheggio.
Adesso possiamo dare il nostro parere : E' un'escursione non difficile ma dura per la lunghezza del sentiero e il dislivello, la ferrata non è difficile e presenta aspetti paesaggistici notevoli. Consigliamo a tutti gli appassionati di farla, non ve ne pentirete.
Tempo di percorrenza : ore 6.30. Dislivello 1000 m.
percorso : Avio Valle dei Molini - sent. 652-685 - cascata Preafessa - sent 685 - Ferrata Gerardo Sega - Madonna della neve - sent. 652 - valle dei Molini
Mappa del percorso: